SULLE RELAZIONI INTERPERSONALI:
LE COSTANTI NELLA INTERAZIONE FUNZIONALE E… DISFUNZIONALE
CRISI DI COPPIA, FALLIMENTO DEL MATRIMONIO, CRISI DELLA FAMIGLIA.
Sono notevolmente aumentate le convivenze e le coppie di fatto, che paiono svolgere una funzione di sperimentazione, un laboratorio alla ricerca di una nuova modalità di convivenza. Vengono sperimentati nuovi contesti di elaborazione del primo “innamoramento”, fino alla prova di realtà, dell’esperienza e del risultato. Un luogo ove sperimentare vantaggi e limiti dello stare in due e dello stare insieme concretamente.
Potremmo dire, luogo di trasformazione di contenuti immaginari ed emotivi (spesso edulcorati dall’immaginazione, in cui l’Io galleggia come in un limbo) sul piano concreto, quello della realizzazione, in cui ognuno dei partners tende alla possibilità di esprimersi ed alla soddisfazione, a realizzare i propri bisogni e desideri.
Quali le cause delle separazioni?
Quali motivi portano alla separazione delle strade, alla differenziazione dal percorso comune intrapreso di solito sotto il vessillo dell’innamoramento? L’innamoramento che a livello neurofisiologico corrisponde ad uno stato alterato di coscienza - che non rimarrà a lungo tale nè costante lungo il corso della vita.
L’innamoramento quale prodotto dall’attrazione fisica, è sperimentata come una condizione di benessere in cui la conflittualità viene temporalmente scemata dalla convergenza ad uno scopo comune che assicura un accordo interpersonale.
Sappiamo che questo stato è caratterizzato da correlati neurofisiologici misurabili, da eventi neuroendocrini ed emotivi che irrompono nella vita adulta, e che persistono con durata limitata nel tempo.
I suoi correlati motivazionali, si basano su istanze dell’immaginario in cui prevale l’idealizzazione dell’altro ed caratterizzata da una contenuta aderenza alla realtà.
Presente come stato di confusione dei piani reale ed immaginario, in cui prevalgono per ognuno le proprie aspettative personali a cui l’altro dovrebbe corrispondere. Attese che risultano disfunzionali quanto più si allontanano dalle aspettative dell’altro, quando si rivelano instridente contrasto con finalità realistiche alle quali è possibile adeguarsi, quanto più sia notevole lo scarto da quelle realisticamente possibili.
Nell’innamoramento lo stato di coscienza si mostra alterato, e pone in primo piano desideri ed istintualità convergenti nei due partners. Uno stato in cui prevale l’interpretazione immaginosa dei fatti, in cui la volontà è sospesa ed alleggerita, in cui molto è possibile ma a livello fantastico.
Questo stato si può estendere volutamente nel tempo?
Nell’ipotesi affermativa: Se conosciamo come è caratterizzato e come si svolge, possiamo scientificamente, volutamente riprodurlo! Abbassando il livello della critica dell’altro, che si presenta spesso corrosiva in alcune persone, trasformandola in autocritica:
“COSA STO FACENDO IO DI PIACEVOLE PER ME E PER L’ALTRO CONTEMPORANEAMENTE? SENZA ASPETTATIVE DIVERSE DALLO STAR BENE INSIEME? NIENTE DI PIÙ DI CIÒ CHE L’ALTRO PUÒ REALISTICAMENTE DARMI, IN BASE ALLE SUE RISORSE?”
La prova di realtà implica il riconoscimento dell’altro, quale altro da sé, con bisogni, preferenze e desideri peculiari, nel reciproco diritto di autoaffermazione personale, oggi divenuta molto importante per entrambi.
