27 October 2008

Etica e Professione

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VERSO IL SUPERAMENTO DELLA LOGICA DELLA COLPA

E DEL DETERMINISMO COLPEVOLIZZANTE

L’ETICA OLTRE LO SPAZIO ED IL TEMPO

Lo studio volto al determinismo psichico inizia dalla descrizione dei fatti, del susseguirsi temporale degli eventi, di scambi verbali, di relazioni e di azioni. Queste ultime vengono ritenute manifestazioni di volontà poste in essere quotidianamente nella vita, nella sottolineatura che la vita umana è una vita di relazione. Vanno distinti gli scopi perseguiti ed i mezzi da una parte, gli ostacoli dall’altra e le specifiche modalità di conduzione dell’azione dette psicodinamiche interpersonali di cui si possono distinguere: la meta che dirige l’azione individuale mossa dal bisogno, i limiti spazio temporali del contesto fisico da un lato e relazionale dall’altro, entro cui la volontà del singolo si muove.
Da queste premesse ne consegue che la spinta all’azione, meta data dalla volontà, la motivazione, può variare nella circolarità della sequenza relazionale, per cui con essa può variare la meta e la volontà di raggiungerla. Questo passaggio è particolarmente importante, in quanto può fare la differenza, può dare maggiori informazioni e condurre a conclusioni diverse da quelle svolte dalla osservazione della motivazione di un singolo soggetto, che prescinda dalla relazione in atto, volgendo da una dimensione statica ad una dinamica. È ormai ampiamente accertato che l’influenza reciproca di due soggetti che interagiscono sia continua presumendo così la dinamica, l’osservazione unidirezionale, l’osservazione del comportamento di un singolo soggetto, estratto dal contesto, esclude la dimensione dinamica e rende fallace l’interpretazione dei fatti, ed in questa ottica sfugge una importante informazione a cui supplisce la razionalizzazione dell’osservatore.
Questo punto è cruciale e distingue il fare scienza dal fare errori, benché involontari, poiché consequenziali. L’influenza della precedente esperienza e conoscenza personale dell’osservatore, l’adesione al senso comune o ad un’ottica teorica producono ulteriore influenza, l’adozione di un paradigma statico e unidirezionale arrestano il progresso scientifico.

Il ruolo esercitato dal susseguirsi di stati di soddisfazione e frustrazione, è quello di fissare l’esperito in una struttura di personalità. Se in grado di promuovere soddisfazioni adeguate dei proprie bisogni pulsionali se è mantenuta una stabilità psichica, confermata nella realizzazione della volontà personale.
Volontà-bisogno, volontà-desiderio dirigono allo scopo fra irrazionalità e razionalità, producendo attraverso la soddisfazione o frustrazione, uno stato generale di benessere o di malessere che si forma per poi fissarsi il dualismo dell’esperienza, stabilendo la rappresentazione mentale dell’esperienza che sarà duale nella memoria, modellerà la conoscenza e la contrapposizione, porrà le basi alla possibilità di scelta

La natura interpersonale della strutturazione di personalità è ampiamente condivisa e ravvisata nell’umano porsi costantemente in relazione agli altri, fino alla definizione dell’uomo, come animale sociale. Il condizionamento improntato sulla articolazione bisogno-soddisfazione – ha esito nella costanza e nella auto-rassicurazione potenziata dal piacere e dal sollievo.

La dualità si pone presto ed attiene alla formulazione verbale ( e nell’ambito concettuale ) nelle enunciazioni, presentando i limiti che, saranno i limiti delle scienze umane, quelle che guardano l’uomo ed il suo comportamento, e che nel tentativo della interpretazione, apparirà inscindibile dalla valutazione e dal giudizio, dirigendone la comprensione.

Da qui probabilmente prende forma una divisione delle cose e del mondo in due ampie categorie opposte ed antitetiche che sono costantemente, in uso tanto da celarne la specifica consistenza ed effettività rimanendo fissate nel linguaggio come ambiguità

Da cui discendono le categorie concettuali giudicanti ciascun fatto evento ed esperienza (giusto ingiusto)
Vero falso
Buono cattivo
Bene male

Altra complicanza apportata invece direttamente dal pensiero sul linguaggio sta nella forma analogica che cerca di dare una forma sagoma all’esperito propriamente percettivo dell’esperienza emotiva.

Gli effetti considerati nocivi sono quelli esperiti in seguito a frustrazione (definiti pertanto negativi) avvertiti come stati di malessere generale che superata una certa soglia vengono sentiti come una sensazione complessiva di oppressione e sopraffazione, connotate da una caratterizzazione spiacevole.

Troverà nel codice linguistico un attributo approssimativo nel termine violenza.
Ma il codice verbale è ampiamente inadeguato alla comunicazione neutra dei fatti e degli eventi, per almeno due ordini di fattori:
è già impregnato del giudizio,
è inadatto a comunicare le sensazioni, che hanno bisogno di un doppio passaggio di trasformazione in immagini ed in parole, combinando spesso i due aspetti.

E ancora gli assoluti : tutti sempre ovunque, generalizzando alla ricerca della verità
Tutto o nulla

l’esperienza umana pare avere peculiarità di concretezza che parte dai bisogni istintivi, ho fame, sto male, sono sazio sto bene. Da notare la frequenza con cui compaiono questi due termini, associati alle sensazioni corporee.

Quale prospettiva per superare le trappole del linguaggio e del pensiero?

I - O rimanere nella logica dualistica concettualizzata nel bene e nel male e scegliere il bene, sempre più di frequente compare l’appello ad un codice etico, nelle più varie situazioni di coesistenza quotidiana, a garanzia del diritto di ognuno.
II - O partire da nuovi presupposti, come è successo in altri campi della conoscenza.
Nell’attesa di una nuova costruzione concettuale e di una nuova prospettiva, il pensiero va a conoscenze sparse sull’uomo e sul suo funzionamento efficace e corretto, come di una direzione concreta che può impegnarci nella ricerca.
Facendo riferimento a risorse cui si sono perse le tracce, quelle della saggezza, la saggezza sapienzale ed intuitiva, derivante da diversi approcci che hanno messo a fuoco le capacità umane di apporti radicali di cambiamento, che si richiamano all’inconscio, e quindi risentono ancora di un’aurea di mistero e di occulto. L’intelligenza tipicamente umana che ha compreso profondamente quale sia lo scopo e quale sia il pericolo, quale sia lo scopo e come pianificare un progetto per raggiungerlo, tenendo conto dell’altro. Senza ledere o nuocere agli altri.

Segreto occulto divinazione dei ancora presenti nell’uomo moderno negli oroscopi e nella ricerca della magia là dove le risorse personali appaiono limitate o compromesse
Affidati alle divinità delle caratteristiche risorse umane, non solo desiderio dell’uomo, ma una sua capacità tenuta fuori allenamento. Restando pur sempre nell’ambito del pensiero dualistico.

III – proporre una rilettura dei dati emersi dalla ricerca fino ad ora (che arrivano a rilegare al male la causa di tutti i mali) con l’intento di filtrarli degli errori provenienti dalla applicazione ormai automatica e costante di presupposizioni e giudizi, ed eccessive riduzioni della complessità fatte passare come verità del senso comune e che hanno fuorviato l’interpretazione della conoscenza.
Problemi di metodo

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